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La bioclimatologia medica è una scienza interdisciplinare nella quale convergono ricerche di tipo tecnico-scientifico e biomediche che consentono di verificare le relazioni fra le variazioni meteorologiche e climatiche (climate change).
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Le scienze collegate alla bioclimatologia medica:La bioclimatologia medica si interessa di diversi rami di indagine scientifica tra i quali la meteorologia, la climatologia, le scienze ambientali e la medicina. Essa mira a evidenziare gli influssi di diversi fattori atmosferici sullo stato psico-fisico dell'uomo. Più in generale si prefigge di analizzare scientificamente le interazioni fra l'uomo e l'ambiente circostante attraverso la caratterizzazione di condizioni fisiche atmosferiche e l'analisi di eventuali variazioni di parametri fisiologici e/o patologici a esse riconducibili.
Bioclimatologia e patologia
La bioclimatologia medica fa riferimento a diverse patologie umane, come, ad esempio, alla neuropsicoimmunoendocrinologia, alle malattie artroreumatiche, alle affezioni dell'apparato respiratorio, alle malattie a carico dell'apparato cardiovascolare, a quelle del sistema dermatologico e immunologico, alle patologie geriatriche. Sono numerose le scuole di farmacologia, in particolare quelle israeliane e svizzere, che hanno indagato sui meccanismi d'azione del rapporto meteo-clima-uomo e che sembrano coinvolgere complesse reazioni neurormonali. Un deficit nella capacità di adattamento dell'organismo umano dovuto a cause ambientali esterne può provocare vere e proprie sindromi meteoroclimatopatiche anche di origine ambientale, come ad esempio quelle generate dalle sostanze inquinanti come le polveri sottili. Gli indici biometeoclimatici
Gli indici biometeoclimatici sono molto importanti in biometeorologia e bioclimatologia medica. Sono calcolati con formule matematiche che consentono di valutare le situazioni fisio-patologiche umane (dal benessere al disagio fisiologico causati dal caldo o dal freddo umido) sulla base di correlazioni fra i valori espressi dai diversi parametri meteorologici (temperatura, umidità relativa, vento, pressione atmosferica). Nei testi scientifici vengono denominati anche indici bioclimatici. Occorre precisare che tali indici forniscono indicazioni valide solo in caso di eventi meteoclimatici estremi.
Biometeoclimatologia medica, stress meteoropatico e terapia del dolore cronico
Ippocrate di Kos, vissuto nel V° secolo A.C., è il padre indiscusso della biometeorologia e della bioclimatologia medica. Molte tra le sue importanti ed innovative intuizioni sono state riprese addirittura soltanto nel ventesimo secolo e agli inizi del ventunesimo è divenuta importante materia di studio in molti centri universitari, soprattutto in relazione al global warming, climate change e urban biometeoclimatology. Negli autori moderni mancano però spesso citazioni espresse, lungo il solco di un continuo e costante sviluppo delle ricerche scientifiche in materia di biometeoclimatologia medica, specie quella applicata alle latitudini equatoriali e tropicali ma, anche, alle medie latitudini dell’emisfero boreale.
"Si tratta infatti di considerare l'uomo come un tutt'uno con l'ambiente che lo circonda, di analizzare le stagioni, il loro mutare ed evolvere, nonché la loro influenza sul corpo umano, non solamente dal punto di vista fisico ma anche sul versante psicologico, i venti che soffiano da direzioni diverse, quelli generali e quelli invece locali (intuizione del microclima !), le acque sorgive caratteristiche di determinati luoghi e le loro proprietà intrinseche, le varie posizioni nelle quali si trovano le varie città, il particolare tipo di vita degli abitanti, il loro modo di comportarsi a seconda del mutamento delle stagioni oppure delle condizioni atmosferiche, ecc.". Un altro passo ancora può essere utile per inquadrare il pensiero di Ippocrate espresso in Arie, Acque e Luoghi: “A qualcuno può sembrare strano che queste siano questioni di meteorologia: ma se cambiasse parere, apprenderebbe che non piccolo, grandissimo anzi, è il contributo dell’astronomia reca alla medicina. Insieme con le stagioni, infatti, mutano per gli uomini anche le malattie e le condizioni dell’apparato digerente………”
Delle Arie, delle Acque e dei Luoghi fu scritto presumibilmente tra il 430 ed il 410 a.C. ed è articolato in due distinte Sezioni; viene intitolato da Autori tedeschi “Dell’Ambiente”. Le Tesi proposte in questo lavoro sono straordinariamente attuali. Le patologie sono in diretto rapporto causale con le condizioni climatiche, geografiche, idriche e dietetiche dei luoghi.
Per il soggetto digiuno di meteoclimatologia diamo qui le definizioni. Meteorologia: è la scienza che si occupa dello studio degli eventi atmosferici e dello studio delle condizioni atmosferiche di un dato luogo in un dato momento.
Biometeorologia: è quella parte della meteorologia che si occupa dell'incessante ed abituale evolvere nel tempo e delle condizioni atmosferiche su una data località, in modo da fornire una serie continua di eventi dinamici, più o meno favorevoli o sfavorevoli all'insediamento della vegetazione, degli animali e dell'uomo, al fine della loro esistenza e della loro evoluzione.
Climatologia: rappresenta lo studio delle variazioni delle condizioni atmosferiche su di una data località nel corso degli anni, di norma almeno trenta, per ricavarne delle leggi, da poter applicare in vari campi di indagine.
Bioclimatologia: è l'analisi teorica e la ricerca sperimentale dei rapporti che intercorrono, in periodi di tempo piuttosto lunghi, tra gli eventi atmosferici e gli organismi viventi, sia nel loro ambiente sia altrove, per studiarne il maggior numero di effetti, sotto l'aspetto fisico, fisiologico, patologico, preventivo e terapeutico.
È utile osservare come queste discipline siano molto affini ed intercomunicanti fra di loro, tanto che si può affermare che, laddove terminano i campi d'indagine di una, iniziano quelli dell'altra. In tal modo diventa più facile rilevare tutto ciò che riguarda ognuna di loro, a cominciare dalla più studiata in campo fisico, la meteorologia, per arrivare meglio a comprendere la più complessa, ossia la bioclimatologia, specie in campo umano.
Prendendo in considerazione lo specifico tema della meteoropatologia, scienza sempre più attuale a vari livelli , sia per l'aumento dei soggetti neurolabili e dei meteorolabili, sia per il costante e continuo aumento delle allergopatie stagionali, considerate in definitiva come sindromi meteoropatiche secondarie primaverili, passiamo ora ad una breve esposizione di essa.
Le Sindromi meteoropatiche principali e secondarie devono essere nettamente distinte sia dalle sindromi climatopatiche, sia dalla patologia stagionale, che abbiamo chiamato con il nome di Sindromi meteoropatiche stagionali.
Le sindromi climatopatiche consistono in quel complesso di sintomi che si manifestano negli individui, costituzionalmente predisposti, per un cambiamento troppo veloce di climi completamente diversi da quello di origine. Individui che non riescono di conseguenza ad acclimatarsi in un breve lasso di tempo alla nuova situazione climatica, accusando un complesso di disturbi a carico di vari organi, sistemi ed apparati dell’organismo umano.
Le Sindromi meteoropatiche principali sono caratterizzate, in base alle indicazioni dell’endocrinologo Nicola Pende (1934), da
“quel complesso di reazioni morbose, per lo più localizzate, più raramente a forma di sindromi di tipo clinico, ma protopatiche ed autonome, che si dimostrano in stretta correlazione cronologica e causale con le brusche variazioni del complesso meteorologico (complesso dei vari eventi atmosferici nel loro costante variare su una data località). 1) l'insorgenza acuta in corrispondenza di bruschi cambiamenti di tempo ed il ripresentarsi spesso nello stesso soggetto ad ogni ritorno della stessa od altra variazione meteorologica.
Le Sindromi meteoropatiche secondarie sono invece provocate da aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche, infiammatorie o degenerative, a carico di vari organi, sistemi ed apparati dell’organismo umano.
Il miglioramento si ha soltanto se la situazione atmosferica cambia completamente, ma quasi sempre solo se si passa da una situazione di vortice freddo in quota ad una situazione di cupola d'aria calda, sempre in quota.
I campi della patologia umana interessati dai fenomeni atmosferici sono essenzialmente:
Infortunistica, postumi di lesioni muscolari, tendinee, nervose e scheletriche, nevrosi post-traumatiche.
STRESS METEOROPATICO Lo stress può derivare da tutti quei fattori che implicano una reazione rapida di adattamento da parte dell’organismo.
Azione delle variazioni degli elementi meteorologici sull’uomo. Asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Sistema ortosimpatico: adrenergico e noradrenergico.
La rottura di un equilibrio tra i due sistemi determna la prevalenza di una risposta iperadrenergica associata alla prevalenza di una risposta ipercolesterolemica, all’inefficenza dei meccanismi di feedback inibitorio e dei meccanismi che pongono termine alla risposta negativa.
La PNEI ha dimostrato che il movimento endocrino è ben più complesso e che lo stress è caratterizzato da una serie di reazioni biologiche in cui l’ipotalamo riveste un ruolo centrale di smistamento tra “inputs” (neurotrasmettitori aminergici ) e “outputs” (neuromodulatori peptidergici). Lo stimolo stressogeno viaggia attraverso afferenze sensoriali e sensitive e attraverso le modulazioni del filtro cognitivo che ha la sua struttura portante nel sistema limbico “una delicata apparecchiatura dotata di apparati analizzatori, moltiplicatori, attivatori e inibitori tali da costituire, nella sua integrità una camera di risonanza alle afferenze esterne e interne dell’organismo, che condiziona la corretta sintonia dell’attività cerebrale alle richieste del momento” (da: I tre cerebrotipi umani: riflessioni sulla loro funzione neurobiologica, di L. Milani, La Medicina Biologica, 1994. Guna Editore Milano).
Un breve elenco per capirne l’importanza. Depressione esogena ed endogena
Importante per questo sito prendere ora in considerazione il dolore cronico anche non maligno, in particolar modo se associato a componenti di artropatia cronicain varie regioni dell’organismo.
Esistono molti studi in campo mondiale che dimostrano l’influenza del cambiamento di tempo, in modo particolare associato ad una parturbazione atmosferica in arrivo, proprio sulle ossa, le articolazioni, i muscoli, i nervi ed i tendini. E’ ovvio che una stimolazione di questi determina una riacutizzazione della sintomatologia dolorosa, a volte persistente per parecchi giorni di seguit, ponendo il malato in condizioni ingravescenti anche sotto forma di depressione esogena secondaria, di malessere diffuso, di sensazione di non poter resistere a lungo senza assumere farmaci antidolorifici, in modo particolare i diversi tipi di FANS oggi in commercio.
Il dolore cronico presente nelle malattie degenerative, neurologiche, oncologiche, specie nelle fasi avanzate e terminali di malattia, assume caratteristiche di dolore globale, ovvero di sofferenza personale che trova nella propria etiopatogenesi, oltre che le normali e meglio conosciute motivazioni fisiche, anche cause psicologiche e sociali, come molto spesso evidenziato nei documenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nei Report Monotematici Annuali. (WHO). |
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Dal Sito del Ministero della Salute. Nelle situazioni di stress meteoropatico diminuiscono dunque, a volte in modo eclatante, le difese immunitarie dell’organismo, lasciando via libera al moltiplicarsi di virus, batteri e funghi, che, in ultima analisi peggiorano di molto la situazione già precaria del soggetto affetto da dolore cronico anche non maligno. LE BASI NEUROFISIOPSICOLOGICHE DEL DOLORE, SPECIE SE CRONICO Neurofisiologicamente lo stimolo doloroso, attraversa tre principali livelli d’integrazione, caratterizzati da risposte di complessità crescente: 1. un livello reticolare mesencefalico, ove esso ,come qualsiasi altro stimolo, provoca vigilanza fondamentale, diffusa, e reazioni non specifiche (di soprassalto, di fuga); 2. un livello rinencefalico, ove il dolore provoca con la vigilanza affettiva, reazioni specifiche (come il grido, la rabbia) un livello diencefalocorticale,ove lo stimolo doloroso, provoca infine un tipo di vigilanza strutturata nella corteccia da coordinate spaziotemporali (Benedetti G.: Neuropsicologia. Ed. Feltrinelli). Il dolore cronico è quasi sempre accompagnato da atteggiamenti esagerati nel campo della sensibilità somatica ed autonoma, con anomalie di sensibilità affettiva, le quali possono disorganizzare la personalità del paziente (Bonica J.J.). I collegamenti tra i neuroni non sono fissi. "Contrariamente all'assunto popolare, non abbiamo affatto un grande magazzino cere-brale che corra il rischio di diventare sovraffollato e non ci sono probabilmente dei limiti quantita-tivi alla memoria di lungo periodo; così, per esempio, possiamo continuare a incon-trare nuove persone, imparare nuove lingue ed esplorare nuovi ambienti fintanto che durano le nostre inclinazioni e la nostra energia; analogamente, non esiste un limite fisiologicamente o matematicamente stabilito circa la quantità d’informazione che possiamo raccogliere tutta in una volta." (Neisser) Se la memoria è un punto forte del sistema nervoso, la velocità di propagazione del segnale lungo un neurone, e nello spazio tra due neuroni, è il suo punto debole. All'inizio del XIX secolo Müller, gran maestro di fisiologia, affermava che gli impulsi nervosi dovevano viaggiare alla velocità della luce, perché "il pensiero è così veloce". DOLORE E LINGUAGGIO SIMBOLICO DEGLI ORGANI. Talvolta un sintomo, inteso naturalmente come disfunzione di un organo o di un apparato, può avere un suo preciso significato, ed essere quindi un autentico messaggio cifrato che l’inconscio ci indirizza attraverso l’organismo con la fervida speranza che decifrandolo ci si metta in condizioni di esaudire nel modo psicologicamente più economico una sua, una nostra profonda esigenza.
VERONA DI NOTTE |
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BIBLIOGRAFIA
BIOMETEOCLIMATOLOGIA MEDICA
S.W.Tromp. “Medical Biometeorology” Elsevier. 1963. |
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SITI WEB DI CONSULTAZIONE PER CLIMATE CHANGE, GLOBAL WARMING, DOLORE CRONICO, ECC. http://www.naturmed.unimi.it/meteolab.html http://www.who.int/globalchange/climate/en/ http://www.med.harvard.edu/chge/ http://www.meteoduomo.it/ http://www.ieo.it/italiano/dolore.htm http://www.ministerosalute.it/medicinali/terapiaDolore/terapiaDolore.jsp |


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BIOMETEOCLIMATOLOGIA MEDICA E METEOROPATIE
A CURA DI PROF. ANGELICO BRUGNOLI, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN IDROCLIMATOLOGIA MEDICA COLLABORATORE BIOMETEOLAB UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO
Prof. Angelico Brugnoli Medico Chirurgo, Biometeorologo, Bioclimatologo, Esperto IPCC Collaboratore Biometeolab UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO
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